Singapore Gp, riflessioni random

Lewis Hamilton si invola verso l’infinito e oltre. Vettel trascina stoicamente fino a sopra il podio un treno di gomme soft vecchio quei 34 giri. Ricciardo segue a ruota. Alonso maledice la safety car che manda in vacca un secondo posto quasi in cassaforte. Io maledico Adrian Sutil e mi perdo in ovazioni per Jean Eric Vergne e Sergio Perez.

Cosa è stato il Gp di Singapore?

 

NOIA MORTALE.

Se dovessi scegliere un’immagine per caratterizzare la domenica al Marina Bay, sceglierei questa (e spero che il mio beneamato genitore mi perdoni per l’invasione della sua privacy).

Padre, al giro 6 del Gp di Singapore

Padre, al giro 6 del Gp di Singapore

Lo so che Singapore paga 50 fantastrilioni l’anno per godersi questa passerella di 3 giorni sugli schermi di tutto l’universo. Ma di Montecarlo ce n’è una sola. E già basta e avanza.

 

– La Legge del Contrappasso

Il celeberrimo momentum di rosberghiana memoria ha di nuovo cambiato obiettivo ritornando sull’Unto del Signore aka Luigino Hamilton. Che, peraltro, ha fatto capire già al sabato che aria tira per ora, strappando una cauta imprecazione -“damnit!”- e una pole da antologia al Principe di Montecarlo. Aggiungiamoci la vittoria imperativa alla domenica, con uno stint pazzesco su gomme supersoft, e troviamo il nuovo capovolgimento di fronte nella lotta al mondiale. Quanta bellezza in tutto questo. Speriamo sia vero.

Grazie a chlespic (su tumblr) per il fotoset

 

Per Nico Rosberg, dopo il clamoroso botto di Spa e l’imbarazzante Doppio errore/RegaloDaSensoDiColpa/OrdineDiScuderia(???) alla prima variante di Monza, il guasto al software del volante della W05 Hybrid allo start del Gp di Singapore sembra quasi una materializzazione della Giustizia Cosmica. Eppure a me un po’ dispiace che sia finita così:

Tutto sommato l’ha presa bene…

la faccia di rosberg dopo singapore

 

Ferrari: mettiamoci una pietra sopra. Al 2014.

Perchè in uno dei pochissimi Gp in cui la F14T sembra poter combattere ad armi pari con la concorrenza (alieni esclusi, ovviamente – LEGGI = Hamilton, l’uomo che guadagna due secondi a giro di media sul diretto inseguitore) e Fernando Alonso involarsi verso un secondo posto meritatissimo con un ritmo da #respect, la safety car irrompe in pista nel momento PEGGIORE possibile. E’ stato giusto fermarsi subito a montare gli obbligatori pneumatici Soft?

Ragionando sul fatto che in teoria gli avversari davanti dovevano tornare ai box causa degrado e che a Singapore superare è difficile, sì.

Peccato che la Safety Car sia rimasta in pista un’eternità (ringraziamo Adrian Sutil per aver frantumato l’ala anteriore dei Sergio Perez e Max Chilton per averci impiegato 3 giri a recuperare la coda del gruppo) e che Red Bull e Williams abbiano deciso di restare in pista – con successo –  con un ritmo che, citando Felipe Massa…

and then I was driving like a Grandma

 

Col senno di poi siamo tutti bravi a far congetture e, purtroppo, contro la sfortuna non ci sono armi. Ma la crudele realtà è che a Singapore, per la Ferrari, è arrivato un altro quarto posto.

E  ZERO TITULI.

E Kimi Raikkonen? N.P.

 

ESTIQAATSI …

Ciao, mi chiamo Sebastian Vettel, e anche se tutti mi danno ormai del bollito perchè il mio giovine compagno di squadra quest’anno tira più forte di me ed è 10 volte più simpatico di me (ok, lo ammetto, su questo fronte la battaglia è persa a tavolino), io a Singapore continuo a spaccare asses.

Ad esempio resistendo fino alla bandiera a scacchi al compagno di cui sopra e al mio ex rivale mondiale, tale Fernando Alonso, con un treno di gomme montato nell’immediato dopoguerra (ovvero al giro 25). Ho trovato il mio miglior risultato stagionale.

P.S. Ogni tanto sono simpatico anche io

 

Ciao, mi chiamo Sergio Perez,  e domenica sono morto e risorto. Partivo direttamente dalla mia camera d’albergo; ho avuto la sfiga di incontrare lungo la via due Sauber, e una, –quella di un tipo che sarebbe il caso facesse il pianista e non il pilota—> ADRIAN SUTIL – ha tentato di rubarmi l’ala anteriore al giro 31.

Mi hanno dato per finito ma, dalla diciassettesima posizione, ho suonato la carica. Mi sono fermato a montare gomme supersoft al giro 45 e ho dimostrato alle due Ferrari che forse fare gli ultimi 15 giri con pneumatici freschi non era poi un’idea così malvagia, dato che ho superato ottordici vetture negli ultimi 5 giri, chiudendo settimo. Mi ha fregato, però, una Toro Rosso.

 

Ciao, io sono Jean Eric Vergne, quello della Toro Rosso di cui sopra. Anche se per lo stress da riconferma sto stempiando a 24 anni, a Singapore ho fatto un gara da antologia: rabbioso come una faina, sono partito dalla sesta fila e ho beccato due stop&go. Ma con un set di Soft nuove ho recuperato un numero imbarazzante di posizioni negli ultimi sette giri, arrivando sesto, con la fanfara che mi aspettava al traguardo.

 

INTOLLERANZA

Cara divinità che regoli l’aureo pianeta della Formula1, perchè dobbiamo rischiare di perdere gente come Hulkenberg e Vergne e tenerci dei Sutil, dei Chilton e deglI Ericsson?

 

BEST MOVES OF SINGAPORE GP Weekend

Nico Rosberg mi dà una dimostrazione di come risolvere il problema della rottura dello specchietto retrovisore sulla mia Panda

 

“I can fly, my friends!” – Kamui Kobayashi