Postumi del Gp di Spagna, Pirelli que dolor!

 

Happy bday F1
Happy bday F1

Tanti auguri F1. Ieri hai compiuto 63 anni. Come tutte le cose, per sopravvivere sei cresciuta, ti sei evoluta, sei cambiata, e oggi un abisso ti separa dai tuoi albori, in cui forse maggiori erano la passione e il coinvolgimento, dato che più spazio avevano i piloti, la loro sensibilità, la loro follia.

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Ma, certamente, nel 1950 non ti saresti mai aspettata che, nel 2013, scuderie e drivers avrebbero corso un granpremio in funzione degli pneumatici da salvare. Chi ha rubato la scena al Montmelò?

Loro! Le gomme! Le famigerate Pirelli. E’ un po’ inclemente il biasimo che si sta abbattendo su un’azienda italica che ha, semplicemente, fatto quanto le è stato chiesto dai proprietari della Formula1 (gomme che trovino la loro morte naturale in 20-22 giri). Tuttavia nel Gp di Spagna mi sono ritrovata più e più volte a pensare quanto paradossale sia che i piloti non possano più girare al limite e scornarsi l’un l’altro perchè… “slow down, bisogna preservare gli pneumatici”.

Il cazziatone andrebbe, più coerentemente, fatto agli dei ex machina che decidono come deve essere la Formula1. La Fia. Lo Zio Bernie.

C’avete levato le qualifiche vere. C’avete tolto i rifornimenti e quindi una reale possibilità di pianificare delle strategie in gara. C’avete ammorbato le corse con una valanga di penalità inflitte ai piloti anche in casi in cui basterebbe una multa. Ora c’avete pure creato un campionato basato sul consumo delle gomme. Sapete cosa c’è? Che c’avete rotto. Ridateci la Formula1 di una volta.

Sentiti ringraziamenti,

la vox populi.

E’ tutto così semplice? Non proprio. Perchè ci sono scuderie che non hanno molti problemi (vedi Ferrari e Lotus) con le mescole della casa italiana (oddio.. Felipe Massa potrebbe non essere d’accordo): hanno studiato un assetto delle vetture tale da poterle gestire con tranquillità.

Perchè suona il campanello d’allarme allora?

1) Perchè le Pirelli, in prova, in qualifica e in gara, spesso si spappolano senza evidenti ragioni.

Questo è Felipe Massa in Bahrain:

Qui Paul Di Resta nelle seconde prove libere di venerdì:

di resta1 - tyre break 1di resta 2 - tyre break 2 di resta 3 - tyre break spain
di resta 4

Qui infine lo sfortunatissimo Jean-Eric Vergne, domenica scorsa (non bastasse l’essere stato centrato in pieno ai box da un Nico Hulkenberg fuori dalla grazia divina):

 

2) Perchè a lagnarsi è stata la Redbull e, si sa, quando si arrabbiano i teutonici tutti hanno una gran strizza (guarda tu le bordate che arrivano invece da Bernie Ecclestone appena ad aprire bocca è Montezemolo).

In Spagna, tre giorni fa, Sebastian Vettel non ha centrato la pole. Inconcepibile. Ancora più inconcepibile, per gli austriaci dei miracoli, è che il pupillo tedesco si sia visto rifilare quaranta secondi dalla vetta della gara, superare da Kimi Raikkonen e gabbare persino da Felipe Massa. E non sono passate ventiquattr’ore che è partita la requisitoria. Stavolta direttamente dal boss, Dietrich Mateschitz: “Questo non è più automobilismo: è solo una competizione di gestione delle gomme”. Tutto sommato non gli si può dar torto.

L’Hembery furioso

“Ma ‘l popolo facea, come i più fanno,
ch’ubbidiscon più a quei che più in odio hanno”.

[da l’Orlando Furioso, di Ludovico Ariosto]

Prontamente è arrivata la replica di Paul Hembery, Direttore Motorsport Pirelli, che ha sottolineato come “le regole sono uguali per tutti”. E prima di portare modifiche, bisogna valutare attentamente cosa vogliono tutte le scuderie. Ed un ulteriore staffilata, riportata da Autosport, rincara la dose: la Pirelli è disposta a far tornare le gare con una sola sosta e i trenini per i quali, ogni domenica, ci si tagliava le vene davanti alla tv. Ma basta parlar chiaro e dirla tutta: per favorire una squadra (la Redbull) si sacrificherà lo show.

“Cosa volete che facciamo? Ditecelo, e lo faremo”, avrebbe (e sottolineo, avrebbe) detto Hembery. E, rivolgendosi ai media, che li starebbero mettendo in croce. “E’ un po’ strano – a meno che voi tutti non vogliate poi accusarci di dare alla Redbull gomme che favoriscano la scuderia nella vittoria del mondiale. E’ abbastanza chiaro. C’è un solo team che sarebbe favorito da un cambiamento radicale. E sono loro”.

Nel mentre sembra che anche Bernie Ecclestone si sia schierato dalla parte dell'”amico” Mateschitz: “queste gomme non erano quello che volevamo”, avrebbe detto il patron della Formula1.

Pirelli contro un fuoco incrociato

Pirelli contro il fuoco incrociato.

Mentre la polemica riempie l’attesa per il Gp di Montecarlo, arriva l’annuncio che la Pirelli, in parte, ha capitolato: in Canada si tornerà alla struttura delle carcasse in Kevlar, come l’anno scorso, che sostituirà l’acciaio, novità introdotta quest’anno. L’obiettivo è garantire un minore stress delle gomme, ridurre il consumo degli pneumatici e, dunque, il numero delle soste. Non è mancata comunque un’altra stoccata da parte di Paul Hembery, che tocca un altro argomento caldo: ovvero che i test invernali sono stati insufficienti affinchè la Pirelli raccogliesse i dati necessari per sviluppare al meglio le gomme del 2013. Della serie, “avete voluto la bicicletta, mo’ pedalate”.

Adesso, in funzione di questo cambiamento, alle scuderie toccherà un bel po’ di lavoro extra sulle vetture. Soprattutto a quelle che si erano ben adattate a queste mescole. E mentre ci si comincia a chiedere CHI verrà davvero avvantaggiato da questo ritorno al passato (e a me viene in mente il drammatico ritardo con cui la Ferrari l’anno scorso portava in temperatura le gomme), io vi lascio con un interrogativo amletico: vi terreste le Pirelli Marshmallow che garantiscono 4 pit-stop a granpremio e un po’ di maretta ai box (oltre che Ferrari e Lotus in stato di grazia e con andature da gazzella) o meglio tornare ai granpremi processione dove, però, non si rischiava di restare a piedi e i piloti potevano tirare al massimo?

A voi l’ardua sentenza.