Gp di Spagna, le pagelle

Come sempre, utilizzo questo spazio -che diserto da circa un mese- per proporre le pagelle del Gp di Spagna curate per BlogF1. Colgo l’occasione per riportare alcuni dei giudizi che mi sono stati più contestati dagli utenti della community di BlogF1.it (chissà qualcuno voglia rincarare la dose) ..

pagelle blog f1

Lewis Hamilton 10 – In un circuito tecnico che, sulla carta, avrebbe dovuto lievemente livellare le prestazioni tra la W05 (ribattezzata) Hybrid e il resto del mondo (pietosa utopia…), il pilota inglese si porta a casa una gara sofferta e giocata a distanza con due avversari: il proprio compagno di squadra, che sul finale torna sotto prepotente, senza mai rappresentare davvero un pericolo; la paura che qualcosa vada storto: ossessivo il dialogo coi box alla ricerca di “aiuto”, nevrotico il bisogno di avere una vettura perfetta in tutti i frangenti. Ma alla fine Hamilton la spunta. Contro Rosberg, contro il graining sulle gomme, contro se stesso. Va a vincere in Spagna per la prima volta nella sua carriera e conquista l’agognata testa della classifica. CONFERME che arrivano dopo tanti, troppi bocconi di fiele.

Nico Rosberg 7,5 – Nonostante tutti i buoni propositi, in prova non la spunta; allo start neanche. Non gli resta che inseguire, di nuovo. Sfrutta la sua guida gentile per limitare i danni durante la parte centrale della gara, quando monta gli pneumatici meno performanti. Sferra l’assalto nella parte finale della corsa, quando recupera, giro dopo giro, tutto il distacco dall’imprendibile compagno di squadra. “Non ero abbastanza veloce oggi, Nico lo era più di me”, dirà proprio Hamilton nel dopo gara. Vero. Ma a Rosberg è mancato di nuovo quel quid, quel pizzico di cuore e incoscienza che ti fa sferrare l’attacco disperato quando sai che non hai più nulla da perdere: per lui arriva un secondo posto, l’ennesimo. “Forse, con un altro giro in più, avrei potuto tentare il sorpasso”. CON I SE E CON I MA… si perde la testa del mondiale.

Sebastian Vettel 10, lode e pacche sulle spalle – Una sessione saltata al venerdì; una qualifica mandata alle ortiche dall’ennesimo problema tecnico, a cui aggiungere 5 posizioni di penalità per aver sostituito il cambio. Il campione del mondo in carica parte quindicesimo, con il gatto nero di Mark Webber appollaiato sulla spalla destra. Sembra spacciato. Ma nelle primissime fasi di gara la dea bendata si ricorda di lui e lo grazia in un contatto con Magnussen. Allora Seb suona la carica: per sbarazzarsi dei carrozzoni di centro classifica sceglie subito la tattica delle tre soste, si ferma ai box prestissimo e si libera immediatamente dello stint su gomme dure. Sarà la mossa azzeccata. La sua remuntada lascia tante vittime in pista, alcune eccellenti: Magnussen e Massa; Grosjean e Alonso nel valzer dei pit stop; Raikkonen e, proprio sul finale, Bottas. Giunge quarto al traguardo, ruggendo. IMMENSO

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la simpatia di rosberg

Vorrei cogliere l’occasione -almeno una volta – per rispondere a chi ha (più o meno garbatamente) commentato le mie valutazioni:

– ai molti che hanno criticato il mio voto basso a Nico Rosberg (7,5), sostenendo che “essendo arrivato a sei decimi dal vincitore” meritava almeno 9 e che la mia valutazione critica sulla cautela del pilota tedesco può essere contestabile, dico: è vero, forse meritava di più, e certo, ha fatto gioco di squadra e ha fatto bene in ottica campionato. Mi sento di dire però che è quel pizzico di follia che ci fa entrare i piloti nel cuore e che ce li fa ricordare, non certo la loro cautela. Per quanto riguarda il voto, credo non possa meritare 9 un pilota che, per la quarta volta consecutiva, paga dazio dal compagno di squadra – pur guidando lo stesso bolide- dichiarando preventivamente che comunque non ha “nulla da modificare nell’approccio alle gare“. Bisognerebbe anche ricordare che l’abissale vantaggio in classifica e la vittoria in Australia, per il biondo tedesco, sono arrivate per un ritiro di Hamilton – causa problema tecnico -, non certo per suoi intrinseci meriti;

– a chi mi chiede se ho dimenticato Maldonado: no. L’ho bypassato, perchè la sua gara non è stata particolarmente degna di nota (e il fatto che sia giunto quindicesimo dopo essere partito 22esimo non mi è sembrato un risultato da scrivere negli annali). Ricordare l’ennesimo crash in prova mi sembrava sparare sulla Croce Rossa;

crash maldonado

– infine una risposta per questo utente garbatissimo

fantomius collega

Caro Fantomius, che insinua che io sia pro-Vettel, che gli metta voti più alti “per principio” e che BlogF1.it non sia obiettivo. Sappia che:

– l’obiettività è una qualità divina e purtroppo ci stiamo ancora lavorando;

– il mio cuore batte per il Cavallino Rampante dal 1994, ma questo non mi impedisce di ammettere serenamente quando un pilota, Vettel in questo caso (che peraltro mi sta simpatico come un gatto attaccato alle gonadi), fa una gara superba;

– no, Lewis Hamilton non merita 10 e lode per questa gara, perchè non ha fatto una gara perfetta (il giro veloce è di Vettel) e perchè per buona parte dei 66 giri della corsa è stato più isterico della sottoscritta quando è in preda alla crisi premestruale;

– al tram si attacchi lei, con tanto cuore.

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Detto ciò, oggi è il compleanno della Formula1…

happy birthday f1

tanti auguri a uno sport che sta passando una fase interlocutoria, a cui auguro, da un lato, di perdere un po’ dell’odiosa patina chic ed esclusivista che tanto piace a Mr Ecclestone e tanto poco piace agli appassionati (le passerelle di Montecarlo e dei millemila Gran Premi mediorientali ce la fanno già abbastanza a fettine); dall’altro, di ritrovare un po’ di quella bella verve che negli anni ’90 mi spingeva, bambina, a mollare le bambole e ad alzarmi alle 5 del mattino per guardarmi una partenza.

p.s. Caro Nico, ma se vinci a Montecarlo lo replichi lo show di cui sopra?