Gp di Russia 2014, cosa ricordarci…

.. della prima volta della Formula1 a Sochi, a parte la noia. E i balletti dal dubbio, dubbio, dubbio gusto. E tutte le menate sulla presenza di Vladimir Putin, che aveva la cravatta e poi se l’è tolta perchè zio Bernie non la indossava, e poi è stato liquidato nel retropodio da Lewis Hamilton con un savoir faire da applausi (non fatevi ingannare da questo meme).

1) Fuel saving: pollice verso.

Io lo capisco, davvero, che la rivoluzione arrivata in questo 2014 ha l’obiettivo di rilanciare la sfida tecnologica, pungolando le scuderie ad andare oltre i propri limiti (salvo poi lasciare “congelato” lo sviluppo dei motori da marzo a novembre, ma questa è un’altra storia…). Capisco l’importanza di una Formula1 sensibile ai temi green, che faccia uno sforzo per dimostrarsi consapevole sulla questione della sostenibilità dei consumi. Ma davvero, questo limite di 100 kg di carburante per ogni Gran Premio è un’insensatezza per lo sport, oltre che una scelta inutile. Come disse a inizio anno qualcuno (non ricordo, onestamente, se Bernie Ecclestone o Helmut Marko o Dietrich Mateschitz) si potrebbe rispettare molto più l’ambiente evitando che certi team si portino dietro un motorhome di 25 tir a ogni tappa mondiale.

Vedere, domenica, i piloti costretti a limitare il potenziale proprio e delle proprie vetture per risparmiare la benzina sufficiente per arrivare a traguardo è stato frustrante. Una degradazione della competizione sportiva, nel senso agonistico del termine, come ricerca e superamento deI propri limiti.

Ergo, ma questo limite di 100 chili di carburante a gara è una regola così imprescindibile?

 

2) La Stella a tre punte sull’Olimpo

Mercedes vince finalmente il Campionato Costruttori, dopo cinque anni di tentativi e centinaia di milioni di euro di investimenti (dicono più di 400, ma non ho trovato fonti affidabili). Siete bravissimi, siete caparbi, vi tributiamo un’ovazione. Ma con tutte ste’ foto e con tutta quest’autocelebrazione ce l’avete fatta in salmì [Luca Manacorda, nei Top&Flop di FormulaPassion è riuscito sensatamente a incarnare il mio pensiero]

P.S. Siete anche fuoriluogo. Questa era parcheggiata davanti alla fabbrica Ferrari a Maranello.

Marchionne, ecco da dove cominciare con i calci nel sedere..

Marchionne, ecco da dove cominciare con i calci nel sedere..

 

3) Gente che sta perdendo la testa.

Premetto che dubito fortemente del fatto che il mondiale piloti sia finito qui. Perchè i 17 punti di differenza in classifica tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg non sono poi quest’abisso, a tre gare dalla fine, con l’ultimo appuntamento mondiale che assegna doppi punti, e soprattutto considerando una variabile sempre in agguato: l’affidabilità.

Ma dalla stronz….sciocchezza del Gp del Belgio in poi (che peraltro gli consegnò un clamoroso allungo in classifica…) il nostro amato Ken ha cominciato a perdere clamorosamente colpi, dimostrandoci – al di là delle dichiarazioni di facciata, in cui è sempre un professionista dell’ipocrisia  – di essere assai meno imperturbabile e lucido di quello che si poteva credere. Spiattellare gli pneumatici alla seconda curva del primo giro del Gp di Russia, tentando il tutto per tutto, è comprensibile visto il ritmo di Hamilton, ma non è da Rosberg. Il conto vittorie di questo 2014, adesso è di 9 a 4 per l’inglese. Un po’ di sano opportunismo e un bel po’ di fortuna hanno tenuto Rosberg attaccato a questa corsa mondiale. La sensazione è che, però, il terreno gli stia franando sotto i piedi.

[nelle more, Nico, perchè questo slowmotion?]

LA STACCATA DI ROSBERG - SU HAMILTON  immagine stagione 2014

 

4) La forza della rabbia: Kevin Magnussen e Jean Eric Vergne.

Uno è stato la scommessa McLaren per il 2014, un rookie di belle speranze partito a razzo in Australia e persosi per strada, tra intemperanze e ardori giovanili assai poco apprezzati dai colleghi e dai commissari. L’altro è un giovane talentuoso, ma non troppo fortunato, ormai troppo vecchio per la Toro Rosso. Li uniscono due minimi comuni denominatori: la rabbia e la voglia di riconferma. Magnussen ha chiuso il Gp di Russia quinto, dopo una partenza bruciante, stavolta senza l’opportunità di sdoppiarsi (vedi Giappone…). Vergne è arrivato a traguardo tredicesimo, in maniera immeritata (vedi il fuel saving di cui sopra).

Entrambi hanno regalato l’unica botta di vita del Gp di Russia 2014, al giro 3, con Vergne che, con la sua piccola Toro Rosso con power unit Renault, ha tenuto l’esterno della McLaren di Magnussen motorizzata Mercedes [Grazie a TeandKimi  per il photoset]

Zio Helmut e Zio Dietrich… se non riconfermate Vergne in Toro Rosso faccio bisticcio per sempre e non faccio più pace per tutta la vita.

p.s. JEV comincia a levarsi qualche sassolino dalla scarpa anche con l’enfant prodige Kvyat…

 

5) Dopo avere ripetuto la stessa supercazzola di 7 giorni prima, a media italiani e stranieri, con le stesse esatte parole, Fernando Alonso si è lasciato scappare qualcosa sul suo futuro con Will Buxton della NBC Sports: non guiderà una vettura motorizzata Mercedes. Peraltro niente che non immaginassimo (a meno che qualcuno non pensava davvero che l’asturiano potesse scegliere di suicidarsi, dal punto di vista sportivo, in Lotus, o potesse convincere Claire Williams a lasciare a piedi Felipe Massa dopo l’annuncio della line-up 2015, da parte della scuderia di Grove, a Monza).

La domanda era:

Mercedes-AMG just wrapped up the title today, that power-unit incredibly strong, will you have one of them in the back of your car next year?

La Mercedes ha portato a casa il titolo oggi, con una power unit incredibilmente forte, ne avrai una dietro di te nella tua vettura, il prossimo anno?

 

La risposta di Alonso:

Mmm.. non penso proprio…

Ergo o McLaren o ciao Formula1… o c’è sempre la Caterham. O il Nando Nazionale si sta dilettando a prenderci in giro. Che rimanga in Ferrari, è un’opzione ormai assai poco valutabile.

6) Last, but not least, la commozione. Perchè lo spettacolo dovrà pure andare avanti, ma ci sono cose più importanti. #ForzaJules