Gp di Germania 2014, Verso Hockenheim

La Formula1 arriva al giro di boa, con la decima tappa del mondiale 2014: il Gp di Germania.

Dopo un anno di pausa, domenica prossima ad ospitare il Circus per il Gp di Germania sarà Hockenheim, una tappa storica che si svolge su un circuito che tanto storico non è più, dopo essere stato ridisegnato in maniera molto decisa nei primi anni 2000.

Con l’aiuto delle infografiche Pirelli (grazie Pirelli!) vediamo infatti com’era il tracciato ieri e com’è oggi:

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La differenza tra il circuito attuale e quello usato dagli anni ’70 fino ai primi anni 2000 è abissale: il circuito attuale è 2,3 km più corto ed ha una velocità media decisamente più bassa.

Del vecchio Hockenheimring parla Jenson Button, uno dei tre piloti attualmente in attività ad avere corso sul vecchio layout:

I remember racing at the old Hockenheim – four 200mph straights, a couple of fiddly chicanes and a stadium section where you held on tightly because the car didn’t have any downforce. It seems like a different level of craziness compared with today, but it was a lot of fun.

“I remember racing at the old Hockenheim – four 200mph straights, a couple of fiddly chicanes and a stadium section where you held on tightly because the car didn’t have any downforce. It seems like a different level of craziness compared with today, but it was a lot of fun.”. Fonte: http://www.mclaren.com/formula1/2014/german-grand-prix/2014-santander-german-grand-prix-preview/ 

“Mi ricordo di quando si correva nel vecchio Hockenheim: 4 rettilinei a 200 miglia orarie, un paio di ostiche chicanes e la sezione dello stadio, dove dovevi tenere duro perchè la macchina non aveva deportanza. Era un diverso livello di follia, paragonato con il circuito di oggi, ma era molto divertente”

 

Il circuito attuale, invece, ce lo descrivono Pedro De La Rosa (collaudatore Ferrari) e Jean Alesi.

 “Hockenheim è una pista molto completa, sulla quale dalla vettura si deve avere un po’ di tutto” Fonte: – “C’è bisogno di potenza, del giusto bilanciamento anteriore e posteriore e anche di carico aerodinamico perché, nonostante non sia una pista particolarmente lunga, propone tutti i tipi di curva. Per esempio, nel primo settore, c’è bisogno di un anteriore molto preciso altrimenti si rischia di avere un po’ di sottosterzo che non permette di scaricare correttamente la potenza e fa diminuire la velocità di uscita dalla curva. Una buona trazione è essenziale nelle curve 2 e 5 perché sono seguite dai due rettilinei principali della pista. Il tornantino, alla curva 6, offre invece le migliori opportunità di sorpasso. Nell’ultimo settore, infine, si possono mettere in luce le vetture che hanno elevato carico aerodinamico e buon grip meccanico”. - See more at: http://formula1.ferrari.com/it/news/gp-di-germania-de-la-rosa-nessuno-vuole-gettare-la-spugna?MID=401753108&UID=4172098331&utm_campaign=140715_F1_IT+%5Bgruppo%3A+F1+Ita+-+contenuto%3A+pre+GP+Germania+%5D&utm_content=4172098331&utm_medium=email&utm_source=newsletter&utm_term=401753108#sthash.Zva2supP.dpuf

“Hockenheim è una pista molto completa, sulla quale dalla vettura si deve avere un po’ di tutto. C’è bisogno di potenza, del giusto bilanciamento anteriore e posteriore e anche di carico aerodinamico perché, nonostante non sia una pista particolarmente lunga, propone tutti i tipi di curva. Per esempio, nel primo settore, c’è bisogno di un anteriore molto preciso altrimenti si rischia di avere un po’ di sottosterzo che non permette di scaricare correttamente la potenza e fa diminuire la velocità di uscita dalla curva. Una buona trazione è essenziale nelle curve 2 e 5 perché sono seguite dai due rettilinei principali della pista. Il tornantino, alla curva 6, offre invece le migliori opportunità di sorpasso. Nell’ultimo settore, infine, si possono mettere in luce le vetture che hanno elevato carico aerodinamico e buon grip meccanico”. – Fonte:  http://formula1.ferrari.com/

“Il nuovo Hockenheimring è un ottimo circuito. Ma era meraviglioso anche qualche anno fa: era epico, con alcuni rettilinei lunghissimi, fino ad arrivare al tortuoso Motodrom. Allora non c’era via di mezzo per la scelta del set-up”, racconta il buon vecchio Jean Alesi, oggi consulente tecnico Pirelli. “Ora, invece, con rettilinei più corti, è più facile trovare un compromesso – anche i sorpassi non sono troppo difficili.
La superficie del circuito è molto liscia; la chiave per una buona gestione degli pneumatici è salvaguardare le gomme posteriori: ci sono molte accelerazioni all’uscita di curve lente, quindi mantenere gli pneumatici posteriori in buone condizioni è cruciale per avere una prestazione competitiva. E non dimentichiamoci del meteo: in passato ad Hockenheim abbiamo visto sia pioggie torrenziali sia sole, il che introduce un elemento di impredivibilità per le qualifiche e per la gara”.

Pirelli, che per il Gp di Germania porterà come Mescole Prime le P Zero Yellow soft e come Option le P Zero Red Supersoft (ovvero gli pneumatici più morbidi tra quelli a disposizione), ci propone questa preview del circuito di Hockenheim – è in inglese:

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Trazione e frenata sono i due aspetti chiave di Hockenheim: gli pneumatici sono soggetti ad una decelerazione fino a 5g. Nella sezione lenta del circuito, dove ci sono molte accelerazioni all’uscita delle curve lente, i piloti devono cercare di evitare lo slittamento che riscalda la superficie dello pneumatico.

La P Zero Red supersoft è una gomma ‘low working range’, capace di assicurare massime prestazioni anche a basse temperature. La P Zero Yellow soft è una mescola ‘high working range’, perfetta per temperature più alte e condizioni di pista più faticose. A Hockenheim ci si può attendere un’ampia varietà di temperature: le prime previsioni indicano che ci sarà qualche scroscio d’acqua durante il fine settimana.

La sfida più grande a Hockenheim sarà quella di mantenere gli pneumatici nel loro working range ideale; aspetto fondamentale per generare grip su un circuito che, generalmente, non scarica molta energia sugli pneumatici, ad eccezione della curva 5, che è quasi un rettilineo, dove viene scaricata molta energia sul lato destro.

La strategia vincente nel 2012 era stata a due soste, con mescole soft e medium. Fernando Alonso, Ferrari, vinse la gara partendo dalla pole, perdendo la posizione di testa solo durante il pit stop.

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Infine, dal sito Formula1.com, ecco gli orari del weekend e le (interessanti) previsioni meteo

previsioni meteo e orari gp