Gp di Cina, o del grande ritorno di Alonso

Tanti auguri Gp di Cina: quest’anno hai spento 10 candeline. E per mantenere la tradizione ci hai regalato una gara di dominio Ferrari. Già, perchè la prima volta in Cina fu Barrichello a vincere (e Schumacher arrivò dodicesimo!). Era il 26 settembre 2004.

Di seguito un meraviglioso reperto storico – (il sorriso di Rubinho rimane invariato nei decenni, l’espressione da pesce lesso di Raikkonen idem; lo sponsor Malboro ce lo siamo giocato così come la scuderia Bar… ma vogliamo parlare di Jenson Button e dei suoi capelli?)

barrichello

Oggi è stato Fernando Alonso a tornare nell’Olimpo, in una gara frizzante, caratterizzata da complesse strategie e da numerosi sorpassi. Una decina quelli compiuti dall’asturiano, che, con autorevolezza e senza neppure troppo affanno, ha riportato la Ferrari sul gradino più alto del podio. Una partenza perfetta; una strategia intelligente nei pit-stop; una gestione oculata delle gomme; una vettura performante come non mai; un passo-gara costante; il coraggio di passare gli avversari nei momenti giusti, senza però fare follie, soprattutto ad inizio gara. Un mix di ingredienti che hanno dato a Fernando Alonso, apparso maturo e serafico come mai prima, la vittoria che il Cavallino Rampante rincorreva da 12 Gp. Bentornata Ferrari.

quanta italia alonso

Tanta Happiness in casa Ferrari dopo il Gp di Cina, con figli, fidanzate e champagne

Tanta Happiness in casa Ferrari dopo il Gp di Cina, con figli, fidanzate e champagne

Il podio del Gp di Cina 2013 - Alonso, Raikkonen, Hamilton

Il podio del Gp di Cina 2013 – Alonso, Raikkonen, Hamilton

Segue Kimi Raikkonen, su Lotus, fortunatissimo: per 40 giri corre senza paratie sul lato destro dell’alettone anteriore e con il musetto rovinato (epico il team radio nel momento immediatamente successivo allo scontro con Sergio Perez: “What the hell is he doing?”).

Terzo Lewis Hamilton su Mercedes: non regge il passo di Alonso e dopo pochi giri in testa deve cedergli la leadership. La gara del pilota inglese è apparsa assai incostante: a tratti velocissimo, in affanno appena le gomme cominciavano a mollare. Hamilton è stato quasi beffato sul traguardo dalla volata di Sebastian Vettel, che, complici le gomme soft con vettura scarica e la pista gommata, ha salvato la disastrosa domenica di una Red Bull che ha una bella gatta da pelare: Mark Webber. Non si placano infatti le polemiche dopo il Gp di Malesia, anzi vengono rinfocolate dalla serie di sfortunati eventi in cui è incappato l’australiano.

Dopo essere rimasto a secco in Q2, durante le qualifiche, e avere agguantato una misera 14esima posizione in griglia, Mark Webber è stato penalizzato dai commissari di gara con la partenza dai box. Nonostante tutto, il povero Mark ha condotta un’ottima gara di rimonta, risalendo fino all’ottava posizione. Ma al 16esimo giro accade l’impossibile: rallenta vistosamente. Finchè non perde la ruota posteriore destra. Si scopre l’arcano: durante il pit-stop non era stata avvitata per bene. Un brutto colpo per la scuderia che si vanta di essere la più veloce nei cambi-gomme. Non bastasse la disastrosa trasferta cinese, in Bahrain, tra una settimana, Webber sarà arretrato di tre posizioni alla partenza, per aver speronato Jean-Eric Vergne della Toro Rosso durante le fasi concitate del ritiro (ma che severi questi giudici!!).

Sfortuna o congiura per aver osato sfidare l’onnipotente compagno di squadra?

Mark Webber, alias Sconsolato

Mark Webber, alias Sconsolato

Ruota: "Mi separarono da Mark anzitempo"

Ruota: “Mi separarono da Mark anzitempo”

Chiude la rosa dei campioni del mondo Jenson Button, che giunge quinto, dopo una gara sorniona di mantenimento della posizione (perchè altro la McLaren non riesce a fare al momento): al di là degli evidenti ritardi della Mp4-28, solo il pilota inglese sembra essere in grado di tenere il passo dei primi. Perez è giunto solo undicesimo, dopo una gara incolore. Che il messicano si stia rivelando una scommessa sbagliata?

Sesto segue Felipe Massa: dopo un inizio di gara dirompente, il valzer dei pit-stop l’ha penalizzato: sono bastati due giri di troppo per fargli perdere le posizioni conquistate brillantemente in partenza a Hamilton e Raikkonen. Pagate con gli interessi dopo il pitstop all’ottavo giro. Arenatosi dietro Paul Di Resta per un tempo infinito, Massa non è riuscito a cambiar passo.

Settimo si è piazzato un concreto Daniel Ricciardo: la Toro Rosso dimostra di essere in ottima forma e cerca di tenere la testa delle squadre di “seconda fascia”: la Force India, che chiude con un ottavo posto di Di Resta in cui non sono mancate polemiche, e la Sauber, che ha rovinato ai box, per ben due volte consecutive, la prestazione di un sempre ottimo Nico Hulkenberg, giunto decimo (rimpiango di averlo sottovalutato a suo tempo). Nono Grosjean su Lotus: non brilla, ma quantomeno non è un più una scheggia impazzita. Fuori Nico Rosberg su Mercedes, per un problema tecnico: peccato, lo scorso anno in vetta al podio c’era lui.

Pirelli-marshmallow … grazie mille?!?

Il Gp della Cina ci ha divertito per i suoi sorpassi e per le numerose soste ai box. Dobbiamo ringraziare per questo il circuito cinese e i detention point (dove le vetture possono aprire il DRS, l’aletta posteriore “cattura-scia”) piazzati in tratti strategici: sul lunghissimo rettilineo del traguardo e nella serie di curvoni veloci che lo precedono.

Il DRS - Può essere azionato solo in alcuni tratti dei circuiti e solo se ci si trova a meno di un secondo di distacco da chi si insegue.

Il DRS, chiuso e aperto – Può essere azionato solo in alcuni tratti dei circuiti e solo se ci si trova a meno di un secondo di distacco da chi si insegue.

Ma forse dobbiamo ringraziare anche la Pirelli e le sue gomme-marshmallow: con le soft in tenuta per massimo 6/7 giri e le medium assestate sui 18/20, il divertimento ai box è stato assicurato, con tutti i piloti assestati sulle tre soste. Cosa ha fatto la differenza? Scegliere se montare le soft in partenza, come hanno fatto, ad esempio Alonso, Raikkonen, Massa, e poi gomme medie; o, viceversa, fare una prima parte di gara più lunga con le Medium e poi giocarsi le gomme morbide negli ultimi 4/5 giri, andando a tutta birra con la vettura scarica,come ha fatto, ad esempio, Vettel.

Ma perchè portare delle gomme così usurabili e dal comportamento tanto imprevedibile, per di più in treni limitati (perchè così vogliono le regole) da utilizzare per tutto il weekend?

La “desiderata” sembra sia venuta da Bernie Ecclestone in persona: il patron della Formula1 vuole Gp divertenti. Dunque, dato che con la benzina strategie ai box non se ne possono più fare (ahinoi), si cerca di rendere la vita difficile alle squadre giocando sulle mescole. Funziona? Al momento si. Ma ai Team non piace, perchè ogni Gp diventa un terno al lotto, in cui non si sa come la propria aerodinamica sposerà le Pirelli. Pur deprecando le intemperanze di zio Bernie e le regole assurde della FIA (mi piaceva di più la Formula1 dei primi anni 2000), colta da un afflato patriottico, non posso che augurare lunga vita a questa grande azienda italica e alla sua permanenza in Formula1!

Un erede per Romain Grosjean: Esteban Gutierrez va a fracassarsi sull'incolpevole Adrian Sutil -

Un erede per Romain Grosjean: Esteban Gutierrez va a fracassarsi sull’incolpevole Adrian Sutil –

Quali sono le vostre valutazioni del Gp della Cina?

Credete alla congiura contro Mark Webber?E al grande ritorno di Fernando Alonso?

Come lo vedete questo mondiale così inprevedibile, in cui su tre Gp disputati, si sono alternati sul gradino più alto del podio tre piloti (Raikkonen in Australia, Vettel in Malesia, Alonso in Cina) e tre scuderie diverse (Lotus, Redbull e Ferrari)?

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