Gp del Canada o del podio dei campioni – Highlights e amenità varie

Credo che prima di procedere con le mie consuete amenità, sarebbe il caso di dare spazio alla notizia peggiore del Gp del Canada. Nella notte canadese un commissario di pista di 38 anni è morto in ospedale a seguito di uno sfortunato incidente. L’uomo era tra gli steward di pista che stavano spostando, a poche tornate dalla fine, la vettura di Gutierrez. Gli è scivolata dalle mani la ricetrasmittente. Si è abbassato a raccoglierla. Si è rialzato ed è stato colpito dalla ruota della Sauber del messicano, che era sospesa dalla gru. E’ arrivato a terra. La gru non lo ha visto. Lo ha schiacciato. Una fine tremenda. E non pubblicherò nessuna delle diverse foto che ho visto sul web, perchè sono atroci.

Non so chi fosse quest’uomo, forse non lo saprò mai. Ma credo che meriti un momento di raccoglimento, un pensiero, una preghiera.

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Montréal ore 14. Dopo due giorni di piogge intermittenti e di tempo de mierda, per dirla con un francesismo, con grande gioia della Ferrari il sole splende, il cielo è blu, ci saremmo fatti un picnic a saperlo prima.

canada cielo bluUna considerazione che potrà sembrare inutile, ma che ha le sue motivazioni. Nel 2011, causa nubifragio, la gara durò 4 ore, fu sospesa per un tempo infinito e ci furono 6 entrate della safety car – qui in Italia facemmo nottata, letteralmente.

Ieri invece Sebastian Vettel ci ha impiegato appena un’ora e mezza per dimostrare chi è il primo della classe, senza se e senza ma.Imperiosa, però, anche la prestazione della Ferrari: ottimo Massa che giunge ottavo dopo essere partito sedicesimo, ma esaltante anche la rimonta di Alonso, autore di tre sorpassi ad avversari diretti, nell’ordine Rosberg, Webber e un agguerritissimo Hamilton. L’inglese, nonostante le evidenti difficoltà della sua Mercedes sul passo gara, ha tampinato Fernando fino all’ultimo, ma soprattutto ha rifilato un margine imbarazzante al suo compagno di squadra Nico Rosberg, irriconoscibile dopo la vittoria monegasca e solo quinto (ammettiamo pure che l’impossibilità di superare nelle strade di Monaco aveva dato al tedesco poliglotta una grossa mano…).

Tre campioni del mondo sui tre gradini di un podio che, inizialmente, è stato tesissimo: non una parola scherzosa alle operazioni di pesatura dei piloti, solo una formale stretta di mano tra Vettel e Alonso, Lewis Hamilton allegro come ad un funerale. Fortunatamente lo champagne ha sciolto un po’ tutti.

podio teso

podio 2

Canadian Grand Prix, Montreal 6 - 9 June 2013

Te ‘ccà! (trad. it. = prendi questo!)

oddio ridonoVettel con la vittoria di ieri allunga su tutti. Fernando Alonso agguanta la seconda posizione in classifica piloti, scalzando Kimi Raikkonen (ieri quasi non pervenuto), ma si trova già lontano 36 lunghezze dal tedesco tre volte iridato. Non siamo ancora a metà stagione, e tante cose potranno accadere. Ma sembra proprio che, anche quest’anno, il mondiale si giocherà tra loro due.

sebbi e alo love love love

Ci piace stare… vicini vicini!

Imperiosamente Vettel

Il Canada era una delle poche figurine dell’album che ancora gli mancavano. Doveva rimediare. E lo ha già fatto capire sabato, Sebastian Vettel, nelle qualifiche. La gara sarebbe stata sua. Ieri è scattato per primo ed è stata un’ora e mezza di cavalcata forsennata in solitaria. A disturbarla soltanto un brivido, un bacio a quel pericolosissimo muro dei campioni su cui Michael Schumacher si schiantò rovinosamente nel 1999 (ammettiamolo, il ragazzo è anche un po’ fortunato. Fosse stato Alonso avrebbe fracassato tutti e quattro gli pneumatici per osmosi), e un fuoripista che, verso la fine della gara, gli ha fatto perdere circa 4 secondi: un’inezia rispetto all’abisso che aveva guadagnato su Lewis Hamilton. Sebastian Vettel ha rinunciato a far segnare il giro veloce all’ultima tornata, che in quel momento deteneva Alonso, solo perchè dai box l’hanno invitato a darsi una calmata. A fine gara, una carezzina alla cucciola.

vettel e la cucciola

Sebbi e la bimba

In realtà la carezzina sulla testa dovrebbero farla a lui. ditino alzatoPerchè la Redbull sarà pure capace di progettare vetture di un altro pianeta, ma l’eccezionalità nelle prestazioni di Vettel è tutta farina del suo sacco: e anche se a me è diventato simpatico come una spina ficcata sotto l’alluce, anche se non tollero questo ditino alzato da saccente, sarebbe criminale negare che il figliuolo non sia una potenza: non è più incline a colpi di testa e agli errori stupidi in cui cadeva in passato; evita le missioni kamikaze, ma spinge al massimo; è costante; è arrogante come devono essere i campioni e A SOLI 26 ANNI E’ ALL’ATTIVO DI TRE TITOLI MONDIALI.

Scusate se è poco. Lo sa bene Mark Webber, che guida anche lui la RB9 (anche se non sembra): solo quarto l’australiano, dopo una gara senza picchi. Ha fatto segnare il giro veloce, per quello che può contare, cioè nulla. Che sia sfiducia, che sia rassegnazione, dopo la polemica infuocata della Malesia Mark è semplicemente scomparso dai radar. Non dopo avere innescato un’altra polemica, stavolta con Guido Van Der Garde (con ragione, peraltro) dopo questo scontro in pista. Van Der Garde era da doppiare, quindi oltre al danno, anche la beffa.

webber van der 1 webber van der 2 webber van der 3

La Redbull è esente da ogni tipo di sfiga e Mark ha continuato a girare tranquillamente. Ma, dice lui, i danni riportati all’ala lo avrebbero penalizzato e per questo sarebbe stato staccato da Alonso. Mah….

Senti Mark, una cosa con il cuore in mano. Sei più sfortunato di Cenerentola, ti trattano peggio di Calimero, ormai non ti fila più nessuno. E’ una brutta situazione, non lo neghiamo. Ma arrivati alla settima gara del mondiale sarebbe il caso uscissi gli attributi e cominciassi a incidere. Xo xo

Ferrari. Delle remuntade.

Che le qualifiche e la pioggia siano i punti deboli della Rossa (figuriamoci le qualifiche CON la pioggia) lo sapevamo. Che le Ferrari potessero essere molto veloci, lo avevamo visto con Alonso durante le prove libere. Tuttavia continua ad inquietarmi la schizofrenia del campionato della Rossa. Dopo il disastro monegasco, Alonso e Massa sono tornati alla grandissima, soprattutto dopo aver montato le gomme medie. Felipe Massa, incaxxxxo come un Caino dopo l’errore e l’incidente in qualifica che lo hanno fatto partire dalla 16esima posizione in griglia, ha cominciato a martellare sin dal primo giro. Un sorpasso dietro l’altro, come un treno, Felipe è rientrato in zona punti. Di più. Negli ultimi giri ha braccato un Kimi Raikkonen irriconoscibile, tenendosi a debita distanza per poi sferrare l’attacco al penultimo giro. Massa è arrivato ottavo. E non è poco.

Qui il brasiliano su Sergio Perez, che non è certo un agnellino

Non poteva fare meglio Fernando Alonso, dopo la qualifica opaca di sabato. Se liberarsi di Bottas alle prime tornate è stata una passeggiata della salute, dopo lo stint sulle Supersoft in cui la sua vettura ha un po’ sofferto, con le gomme medie Nando è partito con la remuntada. Prima su Nico Rosberg in crisi. Poi su Webber. E infine su Lewis Hamilton, con il quale c’è stato per due volte un lievissimo contatto. E mentre stiamo a lambiccarci il cervello, pensando a quella che sarebbe potuta essere la gara se Alonso fosse scattato da più avanti in griglia, guardiamo il video del suo sorpasso al pilota della Mercedes.

F1 2013 Canadian GP Race Alonso overtakes… di F1AlonsoMassa

E mentre Massa dice: “Ora guardiamo a Silverstone, ma solo all’asfalto, niente più muri”, io mi chiedo se in Gran Bretagna la scuderia di Maranello riuscirà a bissare un altro risultato positivo consecutivo.

Le belle sorprese

vergne canadaCome molti francesi ha l’aria un po’ tonta (anche se non arriva ai livelli di Romain Grosjean). Ma ridendo e scherzando, Jean-Eric Vergne, con una modestia apprezzabile e un ottimismo incrollabile (andatevi a leggere le sue dichiarazioni, settimana dopo settimana) ha agguantato ieri il sesto posto del Gp del Canada, sulla sua “piccola” Toro Rosso. Si tratta del migliore risultato della sua breve carriera, arrivato dopo una gara senza picchi, ma condotta con molta saggezza, gestendo bene le gomme. Un colpo di coda nei confronti di Daniel Ricciardo, suo compagno di squadra: si dice che tra i due non corra esattamente buon sangue e che, al netto dei sorrisi di circostanza, ci sia una lotta feroce per entrare nelle grazie della squadra-madre, la Redbull, che il prossimo anno potrebbe dare il benservito a Mark Webber e scegliere un giovanissimo.

Motor Racing - Formula One World Championship - Canadian Grand Prix - Practice Day - Montreal, CanadaDa mezzofondista per scelta atletica e carattere, il mio eroe della giornata è lui, Paul Di Resta. Partito diciassettesimo con gomme medie, in controtendenza rispetto alla maggior parte dei piloti, Di Resta ha puntato sulla strategia ad una sola sosta. La Force India interpreta molto bene le PZero e lo scozzese guida con i guanti di velluto. Il risultato è che Di Resta ha ritardato il proprio pitstop fino al 57esimo giro (su una gara di 70: un record), senza però avere alcun crollo nelle prestazioni. Nel frattempo è risalito fino alla settima posizione. E lì è rimasto.

Il testacoda di Sutil dopo il tentativo di sorpasso ai danni di Bottas

Il testacoda di Sutil dopo il tentativo di sorpasso ai danni di Bottas

Decimo il compagno di squadra Sutil, un po’ sfortunato: nelle prime fasi di gara prima è arrivato al contatto con Bottas, poi è stato tamponato da Maldonado. Costretto a fermarsi ai box, Sutil ha risalito la china: per lui un punticino importantissimo.

N.P. I Non Pervenuti

Capitolo Lotus. Secondo passaggio consecutivo a vuoto, dopo le intemperanze monegasche. La scuderia di Enstone non è riuscita a trovare il ritmo durante l’intero weekend canadese. Lo si era già visto nelle prove, con Grosjean diciannovesimo e Raikkonen nono, e pure arretrato di due posizioni per lo scontro con Perez a Monaco.  Mentre il francese è giunto sul traguardo tredicesimo, dopo una corsa in cui la rimonta non gli è riuscita (partiva ultimo), il finlandese semplicemente non c’è stato. E i due miseri punti che ha agguantato con la nona posizione, che gli consentono di continuare la scia record di corse sempre a punti (ieri ha eguagliato il record di Michael Schumacher, anche se ai tempi del tedesco prendevano punti solo i primi sei classificati), non possono certo consolarlo del fatto di aver perso la seconda posizione nella classifica piloti. Ne è consapevole lui stesso.

rai Capitolo McLaren. C’è chi in sette granpremi, in gara, non ci è mai entrato. E’ il caso della scuderia di Woking, che in Canada ha raschiato il fondo, mancando nella condizione e nella strategia. Perez e Button non sono andati oltre l’undicesima e la dodicesima piazza: la prima volta dopo 64 granpremi che la McLaren non va a punti. La gara delle ex-frecce d’argento (rimane un mistero il motivo per cui adesso chiamano così le Mercedes) è stata un tormento per noi che la vedevamo da casa. Figuriamoci per loro a bordo. Button ha dichiarato di non essere mai stato così contento di metter piede fuori dalla sua vettura. L’inglese ha puntato sulla strategia ad una sola sosta, ma nel modo sbagliato: ha montato le supersoft nel primo stint di gara. E se inizialmente è riuscito a guadagnare posizioni, poi ha dovuto subire il calo verticale delle gomme morbide: il pitstop è arrivato al 27esimo giro come la manna dal cielo. Ma era troppo tardi: tutti gli avversari che si erano fermati prima, l’avevano già raggiunto e silurato. Perez ha affermato di aver dato il massimo, ma semplicemente la macchina non c’era.

Per la gara di casa, tra quindici giorni, ci vorrà il miracolo.

Premio simpatia: Valtteri Bottas.

Il terzo posto in griglia di partenza poteva essere un’ipoteca per far conquistare alla Williams i primi punti di stagione. Ma doveva piovere. Non è andata così. E il finlandese ha tagliato il traguardo quattordicesimo. Non dopo essersi battuto come un leone.

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Non smettere di provarci, Valtteri!