Gp d'Australia 2015 o del ditemi che è solo una prima pessima erronea impressione

Gp d’Australia 2015 o del ditemi che è solo una prima pessima erronea impressione

La verità è che già da sabato circolava online la chiave di lettura dell’intero weekend australiano. Dunque avrei anche potuto evitare di svegliarmi alle 5:45 dopo aver dato la buonanotte al mio fidanzato alle 3:02.

mercedes in australia

Ma l’ho fatto comunque, sopportando SkyGo che si bloccava ogni due per tre, e trovando infine una meravigliosa espressione montaliana per descrivere la gara.

UN TRASCINARSI PALLIDO E DESOLANTE 

Cosa è successo nel Gp d’Australia 2015?

Lewis Hamilton ha sbancato tutta la posta, cavalcando verso il tramonto, e trovando un solo degno avversario nell’intero weekend.

Una bandiera australiana.

 

Nico Rosberg ha abbozzato una rincorsa neppure troppo credibile al suo compagno di squadra, mostrandosi addirittura ridanciano sul podio e in conferenza stampa, dove ha regalato un simpatico siparietto con Vettel [per quanto mi riguarda, da autentica professionista del fancazzismo, è stato il momento più brillante dell’intero weekend]

Nico, che intenzioni recondite hai?

Il segno dei tempi che corrono

La faccia di Hamilton…

 

E poi c’è stato quel lampo rosso, Sebastian Vettel, a regalare pura gioia [vogliamo mettere un podio al primo tentativo dopo un anno di punticini risicati?] e un momento di sano populismo sportivo a un pubblico italico anelante di “abbracciamoci tutti e vogliamoci tanto bene” – ovvero il team radio e la frase sul podio in italiano giocate con ruffiana maestria. Quando le ho udite, ho reagito più o meno così:

yuppie yeah gif

 

Il resto?

 

NE RESTERÁ SOLTANTO UNO

Pensavo che nell’ordine delle paraculate nessuno potesse superare la Caterham quando, pur di partecipare al Gran Premio di Abu Dhabi e incassare i diritti commerciali della Formula1 per il 2014, ha avuto la faccia tosta di avviare una raccolta fondi tra i suoi tifosi. E invece mi sbagliavo.

Perchè anche la Marussia -anzi, la Manor – non scherza. Dopo una sequela di proclami altisonanti su questo nuovo salvatore della patria da 30 milioni di sterline [tale Stephen Fitzpatrick] e la promessa di essere presenti in Australia, la scuderia anglorussa – già graziata perchè schiererà ad interim una vettura 2014 modificata, con motore Ferrari 2014 – non si è fatta vedere in pista all’Albert Park per un “problema al software”. Ma neanche per un minuto. Però, ha schierato i suoi due piloti, Stevens e Mehri, nella foto di gruppo di inizio anno qui allegata (sono i due vestiti in bianco in alto a destra).

piloti 2015 foto

20 – 2= 18

Pensavamo che la morìa fosse finita. E invece no.

Dopo le qualifiche abbiamo perso per strada Valtteri Bottas, bloccato da un lancinante colpo della strega.

bottas australia 2015

18-1 = 17

La vittima successiva era già designata: Kevin Magnussen. Dopo aver provato in tutti i modi a sabotarsi da solo venerdì nelle libere 2 e in qualifica, in gara ci ha pensato la power unit Honda a mollarlo dopo CINQUE CURVE.

Neanche il tenue piacere di approfittare dell’ unico momento di gloria stagionale, Kevin alla griglia di partenza non ci è mai arrivato. Ma mai dire mai. Magari avrà un’altra opportunità. Visti i risultati dell’accoppiata McLaren-motorista giapponese, Fernando Alonso potrebbe darsi alla macchia prima del Gran Premio della Malesia.

17-1= 16

Infine la defaillance che non ti aspetti. Daniil Kvyat chiude il suo esordio da incubo con la Red Bull con un problema al cambio. Anche lui alla griglia di partenza non ci mai arrivato.

16-1=15. Tanti sono stati i piloti che hanno preso il via al Gp d’Australia.

[Dici la verità zio Bernie, quest’anno vogliamo giocare ad Hunger Games?]

 

COSE CHE NON CAMBIANO MAI E CI RASSICURANO

  • Pastor Maldonado e il suo complicato rapporto con i muretti (e checchè ne dica quella zitella inacidita di Jacques Villeneuve, stavolta è stato una vittima incolpevole degli eventi);
  • Lotus e il suo complicato rapporto con le Power Unit (qui il ritiro di Grosjean dopo due minuti e mezzo di gara);

  • La capacità della Williams di sabotare le gare di Felipe Massa, scegliendo sempre il momento peggiore possibile per farlo rientrare ai box (Vettel ringrazia);
  • Sergio Perez – ogni commento sarebbe ridondante

COSE CHE CI SONO PIACIUTE

  • L‘eroismo di Jenson Button: nonostante il baffo da protagonista di film di Carpenter[#censored], Jenson ha corso con uno stoicismo ammirabile, vendendo carissima la pellaccia a Sergio Perez nonostante un’inguardabile McLaren;
  • La Sauber e Felipe Nasr. Il rookie brasiliano, arrivato a un passo dalla Q3, è stato autore di una partenzona e, dopo la virtual safety car, è riuscito nell’impresa di tenersi dietro per tutta la gara la Red Bull di Daniel Ricciardo.

[Felipe Nasr e il suo fascino brasilo-mediorientale potrebbero prendere il posto di Jean Eric Vergne nel cuore di chi scrive];

nasr con dietro ricciardo e raikkonen

  • Il ritmo e l’aria che si respirano in Ferrari.  Nonostante la serie di sfortunati eventi di cui è vittima [pinball in partenza, gomma che non si sgancia al primo pit stop; colpo di frizione assassino che spana il dado dello pneumatico posteriore sinistro a cui poi seguono, nell’ordine, secondo pit stop, gomma che non si aggancia, ritiro], la risalita di Kimi Raikkonen è stata imperiosa, così come il suo ritmo gara: era velocissimo -per lo meno, rispetto ai non-Mercedes. La risposta che i tifosi della Ferrari cercavano dopo i test invernali. Ma soprattutto piace la capacità del team principal Maurizio Arrivabene aka er Mourinho de Maranello aka Ricky Tognazzi di motivare e, allo stesso tempo, tenere insieme tutta la squadra con la sua grinta. Guardando la foto qui sotto, sembrano più che mai lontani i tempi del “non potevamo fare meglio di quinto” [ogni riferimento a Fernando Alonso è esattamente voluto]
G.P. AUSTRALIA F1/2015

Gp d’Australia – té e biscottini post-qualifiche nell’hospitality Ferrari

 

[Chi scrive è ora fan dell’accento romagnolo di Maurizio Arrivabene #sonoincazzato]

 

MISTERI DELLA FEDE [#ilFantasticoMondoDiPinoAllievi]

Sarà stato Sebastian Vettel a colpire Kimi Raikkonen?

Kimi Raikkonen in partenza ha rallentato per non andare a disturbare Sebastian Vettel per seguire un ordine di scuderia?

É vero che non sono più migliori amici e già si odiano?

Non lo sapremo mai. Ma possiamo rivedere la partenza, perchè tutto sommato è stata divertente.

 

BRODO DI GIUGGIOLE

abbraccio vettel arrivabene 2 abbraccio vettel arrivabene 3

P.S. Sempre grazie a Tumblr e a Reddit per le Gif