F1 Girl Power - io sto con Susie e Carmen

F1 Girl Power – io sto con Susie e Carmen

[Premessa] Cari tutti, uomini e donne che leggerete questa riflessione estemporanea, vorrei premettere che non sono una femminista impenitente.

Credo in maniera molto onesta nella parità di genere, che presuppone onori, ma anche oneri.

Credo anche nel diritto dell’universo femminile ad essere un po’ differente rispetto a quello maschile, e viceversa – inorridisco dinnanzi agli uomini che sono più depilati della sottoscritta, tanto quanto davanti a una ragazza che bestemmia e scaracchia come uno scaricatore di porto, ma rifuggo le facili stereotipizzazioni (anche se ogni tanto ci casco).

Mi piacciono i gesti di cavalleria, quando sono dettati da vera galanteria e non da condiscendenza.

Credo poco in meccanismi imposti di parificazione, quali le quote rosa, anche se li ritengo necessari, soprattutto in paesi come in Italia, dove una donna in ancora troppi ambienti continua a guadagnare meno di un collega maschio [la Cortellesi ci ha fatto un film sul tema, Scusate se esisto!] a parità di mansione e impegno; dove esiste un machismo intossicante, che arriva a stigmatizzare la presenza femminile usando due/tre argomenti tra loro contrari e ugualmente fastidiosi: fisicamente è cessa, non ha diritto di parlare [esempi concreti: un certo ex-presidente del consiglio nei confronti di una certa Rosy Bindi – per inciso, non voto PD e la Bindi mi sta simpatica quanto i fogli di carta sottili che ti tranciano di netto un dito]; è lì perchè è bona, brava è da vedere; chissà a chi gliel’ha data per stare lì dov’è/per fare quello che fa.

Cosa c’entra tutto questo con la Formula1? C’entra.

susie wolff and carmen jorda

In questi giorni mi sono ritrovata a seguire (e a scrivere) le vicende inerenti due ragazze molto diverse tra loro, che si trovano (e si troveranno) a dare il loro contributo a due scuderie: Susie Wolff Stoddart, per il terzo anno sotto contratto in Williams, passata da development driver a test driver ufficiale; Carmen Jordà, divenuta test driver in Lotus. E mi sono ritrovata a leggere con una certa intolleranza i commenti dei soliti machoni italici.

Ora, per quanto riguarda la Jordà, ammetto in maniera molto serena che ingaggiarla è stata una mossa acchiappasponsor per la Lotus, che non è che se la passi benissimo finanziariamente. La spagnola ha un ruolino assai povero in Gp3, però è figlia d’arte, è ben sponsorizzata ed è molto carina. Eh sì, essere carini rende le cose più facili (e lo dice una che è più tondina e simpatica, che carina), ma succede anche quando sei uomo.

Carmen Jordà

Carmen Jordà [credits: motorsportcom]

Per quanto riguarda la Wolff – Stoddart dico sì, è vero: è la moglie di Toto, supercapo della Mercedes e proprietario del 5% della Williams. Sicuramente in uno shooting fotografico i colori della Martini stanno meglio a lei che a Felipe Massa. Ma la Wolff da due anni lavora in fabbrica al simulatore e si ammazza di allenamenti per essere pronta  a guidare la monoposto.

susie wolff - 2015

Per cui è con molto molto fastidio che, su BlogF1, il giornale con cui collaboro, ho letto certi commenti da buontemponi dopo il suo incidente con Nasr ai test di Barcellona, lo scorso 19 febbraio – per inciso, lei andava piano e si è levata dalla traiettoria; Nasr è arrivato a tutta birra, è andato inspiegabilmente largo e l’ha presa in pieno –  così come  in qualche altro articolo che la riguardava. Raccolgo qui alcuni dei più urticanti [sottolineando che, nella stragrande maggioranza dei casi, altri utenti di genere maschile li hanno stroncati]:

commento 3 - articolo susie e carmen commento 2 - articolo susie e carmen

commento 1 - articolo susie e carmen

 

1) Cari utenti, ma quando scrivete queste cose, ci pensate a cosa potrebbero pensare di voi le ragazze che vi leggono?

2) Carmen Jordà e Susie Wolff  avranno anche avuto le autostrade aperte verso la Formula1, ma le hanno avute tanto quanto i vari figli d’arte dal dubbio talento che hanno fatto le meteore nella serie regina del Motorsport e i vari sponsorizzati che tutt’ora vivacchiano per grazia ricevuta.

Certo, continuo a pensare che una Simona De Silvestro meriterebbe assai di più il diritto a un venerdì di prove libere e sono dispiaciutissima del fatto che la Sauber l’abbia mollata lo scorso ottobre. Ma talento e opportunità non vanno a braccetto, in Formula1 come in tantissimi altri ambienti. Ergo, da donna, mi sento di rivendicare anche il diritto di Susie e Carmen ad essere delle pilote paganti e delle pilote-immagine. Non vedo perchè dobbiamo tenerci un Pastor Maldonado e un Marcus Ericsson in pista per 20 gare e diverse stagioni, e poi non possiamo riuscire a sopportare due caschi rosa in una giornata di test o in un venerdì di libere.

"When that visor goes down it doesn't matter what you look like or what your gender is. #performance #speed #focus"

“When that visor goes down it doesn’t matter what you look like or what your gender is. #performance #speed #focus”

I’m #teamSusie and #teamCarmen