Dalla Russia con.. torpore: le pagelle di Sochi

Come di consueto nel martedì post-gara, vi propongo un estratto delle pagelle curate dalla sottoscritta per BlogF1.

La prima edizione (moderna) del Gp di Russia è stata assai più “MEH” di quanto ci si potesse aspettare. Non solo perchè l’opulenza e la pretesa magnificenza dello spettacolo hanno cozzato non poco con il mood generale di squadre e piloti, ma anche perchè, in tutta onestà, la corsa è stata una PALLA.

Giornalista a Sochi, Gp di Russia 2014

Giornalista a Sochi, Gp di Russia 2014

Non fosse bastato il piattume del solito Tilkodromo (ma quest’ineffabile architetto non andrà in pensione finchè non avrà rivendicato la paternità su tutti i circuiti in cui si svolge il campionato di Formula1?), mancava anche che i piloti dovessero controllare l’andatura per essere sicuri di arrivare con il giusto quantitativo di benzina a traguardo.

Sochi

Servirà a poco ripeterlo, ma, se magari lo diciamo in tanti e tutti assieme, prima o poi qualche eminenza grigia ascolterà e capirà:

NON E’ QUESTA LA FORMULA1 CHE CI PIACE.

E NON CE NE FREGA UNA MAZZA CHE I PAESI EMERGENTI C’HANNO I SOLDI PER OSPITARE I GP, MENTRE LA TANTO BISTRATTATA EUROPA, CULLA DELLA CIVILTA’ MONDIALE, E’ POVERA E PAZZA.

Firmato, LAGGENTE

Chiuso l’inciso, ecco i voti (alcuni) del Gp di Russia 2014

Nico Rosberg 6 –  “I just messed up”, ho fatto un casino. L’ennesimo, da quella maledetta gara in Belgio che ha segnato la fine della buona stella del tedesco. Perché Nico, arrivato a Sochi con l’intento di osare durare vincere, ha osato, sì. Ma, come a Spa Francorchamps, ha avuto troppa fretta: con l’ambiziosa intenzione di vincere alla seconda curva, si è giocato gli pneumatici con quella staccatona che forse diverrà l’immagine emblematica di questo mondiale. Come in Belgio, ha avuto il buon senso di fare mea culpa e di rimboccarsi le maniche per risalire la classifica dal fondo. Ma, come detto sopra per Hamilton, è difficile valutare se la missione l’abbia compiuta principalmente grazie all’astronave che si trova tra le mani. Un merito, però, bisogna riconoscerglielo: la capacità di gestire un set di pneumatici medi per 52 tornate, sorpassando, nel frattempo, tutto lo schieramento e tirando giri veloci come se a bordo avesse delle Supersoft fresche fresche. KARMA, Nico, KARMA

Fernando Alonso 7 –  E’ il primo dei non Mercedes, con una vettura che sembra ormai destinata a recitare il mesto ruolo della comparsa (ma ci credono davvero, a Maranello, nella possibilità di riagganciare il terzo posto in classifica costruttori?) Dopo il poco esaltante ottavo tempo in qualifica – settimo, con l’arretramento di Magnussen – con la F14T che prende mezzo secondo a settore, l’unica speranza per risalire la china è una buona partenza. Gli riesce: l’asturiano si ritrova a marcare a distanza il quarto posto di Jenson Button. Ma un mezzo disastro del box e l’accensione della spia della riserva lo vedono chiudere in affanno al sesto posto, con Ricciardo (che pure ha i suoi guai…) in agguato come un condor. TREMENDA FATICA

Jean Eric Vergne 6 – Galeotti furono i consumi del motore Renault. Il 24enne francese a rischio sedile arriva a Sochi accorato (“questo fine settimana correrò soltanto per Jules”), ma determinato come poche volte. Non è pago del nono posto in griglia e lo dimostra alla partenza, quando scarta senza pietà le due Red Bull (una cosa inconcepibile fino a qualche mese fa…) e artiglia il sesto posto. Nelle prime fasi di gara è protagonista, con Kevin Magnussen, del duello probabilmente più bello di tutta la gara, quando tiene l’esterno alla McLaren del danese lungo tutto il curvone di Sochi. Poi si torna sulla terra, perché la necessità della Toro Rosso è arrivare a traguardo. Ma chiudere al tredicesimo posto è, per sua stessa ammissione, FRUSTRANTE

GP DI RUSSIA: 3 – L’organizzazione è stata ineccepibile; i tifosi russi hanno mostrato un interesse e una passione insospettabile; i balletti pre-gara sono stati suggestivi nel loro sapore est-europeo (leggi: kitsch), tra costumi tradizionali e danzatori vestiti da spazzini impegnati in virtuosismi circensi con le PZero. Ma, per chi fa salire i costi dei diritti televisivi a cui tanto tiene zio Bernie (ovvero noi, che sacrifichiamo la sacra pennica domenicale per alimentare la nostra passione), il Gp di Russia è stato una noia megagalattica svoltasi su una pista che, pur inserita in un contesto suggestivo, conferma la splendida nomina che l’architetto Tilke si è conquistato negli ultimi tre lustri tra gli appassionati di Formula1. DALLA RUSSIA CON.. TORPORE

i danzatori con le pirelli

Volete conoscere gli altri voti? Le pagelle al completo potete trovarle qui.

E voi? Che voti date alla prima di Sochi?