I 5 momenti meno “MEH” dell’Us Gp

Giuro, ci ho provato. Ho ripercorso il weekend texano dall’inizio alla fine. Dopo 48 ore sono arrivata ad una conclusione: stavolta niente epic moments.

rosberg 1rosberg 2 L’unica cosa che mi sento di proporvi dopo l’ennesimo assolo vetteliano, sono i momenti “meno MEH” dell’Us Gp

vettel podio usa 2013

Glossario urbano

1. Meh:
Indifference; to be used when one simply does not care. –
Indifferenza; da usarsi quando una cosa semplicemente non interessa
Ex.
A: What do you want for dinner?
B: Meh.
Es.
A: Che vuoi per cena?
B: Meh

 

Il fatto è che, da più di 2 mesi, i weekend di Formula1 seguono più o meno questo schema:

venerdì: la Red Bull dimostra di andare mezzo secondo più veloce del resto del mondo sia sul giro secco, che sul long run;

sabato: Vettel fa la pole o becca comunque la prima fila;

domenica: Vettel impiega più o meno 10 secondi per conquistare/tenere la testa della gara; comincia a guadagnare 5 decimi al giro; ogni 15 minuti arriva il “Sebastian, save your tyres!”, ci addormentiamo dopo il secondo team radio; a un certo si sente un “wuaaaaoooooo! I love you, guys!”, ci riscuotiamo, capiamo che ha vinto, ci riaddormentiamo.

lunedì: Chris Horner dichiara: “ieri abbiamo rischiato. La vettura di Sebastian aveva problemi al cambio/ai freni/al motore/…./…./…./…./”. 

seriouslyIl fatto è che pure i donuts ci sono venuti in uggia.

burnout a noiaIl fatto è che siamo troppo ansiosi che arrivi questo 2014 di rivoluzione tecnica, nella speranza che mutino i valori in campo o che quanto meno siano più equilibrati.

Il fatto è che un weekend di Formula Gomme -con una gara a trenino con strategia a una sola sosta- non ce lo meritavamo a questo punto del campionato.

Ok, smetto di lamentarmi.

gatto disperato

 

Ecco dunque i 5 momenti meno “meh” del Gp degli Usa

5) il disastro di Heikki Kovalainen

Autore della battuta più bella del weekend, il finlandese -sostituto di Raikkonen- sembrava essersi consacrato dopo l’ottavo posto in qualifica. E invece no. Con mezza Italia che gufa contro di lui per aver “scippato” il posto in Lotus a Davide Valsecchi (e con il team di Sky F1 che nel frattempo ribadisce il concetto un trilione di volte, con il risultato di farcela moderatamente a fettine e dirottarci sulla Rai), la gara di Heikki è una tragedia.

what do you mean i am wearing kimi underwareKovalainen parte malissimo, perdendo quattro posizioni; annaspa a metà classifica per quelli che, si scoprirà dopo, sono problemi al kers; per motivi incomprensibili si ritrova con l’ala anteriore danneggiata e deve tornare ai box a sostituire il musetto; giunge sul traguardo quattordicesimo.

kovalainenAmmettiamolo: ho gongolato un po’.

 

4) le intemperanze di Pastor Maldonado

maldonado DISMISSEDNel weekend del Gp degli Usa, il buon Pastor sbrocca sul serio. In qualifica esce dopo la Q1 (niente di strano quest’anno) ma, ignominosamente, accusa la squadra di avergli sabotato le temperature della vettura.

Neanche il tempo di far spegnere le luci in griglia, riesce a schiantarsi contro, nell’ordine: Massa, Button e Sutil.

sutil out gp usa 2013Ne esce miracolosamente indenne. Ma, per una forma di compensazione divina, giunge sul traguardo diciassettesimo.

Nel frattempo Vallteri Bottas..

"Ottavo! Tiè!"

“Ottavo! Tiè!”

 

3) il sorpasso di Mark Webber su Lewis Hamilton

"L'ho già detto e lo ribadisco: meglio l'Amaro del Capo, accompagnato da 'nzuddi e piparelli"

“No doubt. Meglio l’Amaro del Capo, accompagnato da ‘nzuddi e piparelli”

Giro 13: La mascella più mascella del Circus (ah no, scusate, quello è David Coulthard..) arriva di gran carriera e, mentre l’inglese della Mercedes tenta di chiudergli tutte le porte e, nel frattempo, sfoga i sintomi della sindrome premestruale contro il proprio box (“Lewis, stai facendo bene.. devi gestire queste gomme” “Ci sto provando!!!!”), lo passa imperiosamente all’esterno.

Mark, Mark… se una volta tanto azzeccassi una partenza….-

webber su hamilton

 

2) Il rapporto di Fernando Alonso con la curva 1 del COTA

Il Nando Nazionale, superato un primo stint poco brillante sulle gomme medie, appena montati gli pneumatici Orange Hard si scatena. La curva1, l’Eau Rouge Texano, diventa la sua trappola mortale: è lì che, con una traiettoria ad incrocio, gabba entrambe le Sauber con un sorpasso fotocopia (Gutierrez prima, Hulkenberg poi)

Ed è l’incrocio a salvarlo all’ultimo giro, quando Hulkenberg -proprio lì- tenta di ripassarlo.

 

1) Andale, andale! La carica dei messicani

Sono stati la nota più bella di tutto gli Gp degli States. Giovanissimi entrambi, allo stesso modo criticati perchè considerati “piloti paganti” (dal colosso delle telecomunicazioni Telmex), accomunati dal fatto di essere ancora a piedi la prossima stagione – Sergio “Checo” Perez ed Esteban “Monociglio” Gutierrez sono stati i veri eroi della gara.

#vivamexico

#vivamexico

Perez, scaricato proprio in settimana dalla McLaren, nel weekend statunitense si è levato qualche sassolino dalla scarpa: facendo mangiare la polvere al suo compagno di squadra sia in qualifica che in gara (è reo di non aver rispettato abbastanza Jenson Button durante l’anno); tenendo ottimamente prima la sesta e poi la settima posizione.

Ma il mio eroe è Monociglio.

Porta la sua piccola Sauber in Q3; parte ventesimo dalla griglia per un’ingenuità commessa in Q1 – ostacola il giro veloce di, indovinate chi?.. Maldonado!; un contatto in partenza lo costringe a riparare ai box; monta gomme hard al giro 2.. ed è allora che parte con la remuntada, collezionando sorpassi su sorpassi, fino a risalire in sesta posizione..

gutierrez bottasla cavalcata di gutierrez 1

Costretto a tornare ai box a 2/3 della gara per cambiar gomme, torna in pista e ricomincia la scalata del gruppone di centro classifica. Proprio sul più bello, all’ultimo giro, rovina tutto con un”ingenuità. Ha 21 anni. Ci sta.

gutierrez vergne scontroEsteban, ci hai fatto divertire. Provaci ancora!

Nell’attesa che giunga presto Interlagos, con le sue piogge torrenziali e i pianti di Felipe Massa, io rivolgo un pensiero a lui, che mi manca tanto. Torna presto Kimi!

#getwellsoonkimi